La mia vita da pendolare fa sì che ogni mattina lungo la mia via per la stazione cittadina io passi di fronte a un piccolo centro studi. Scuola media, liceo classico, magistrali, qualcos'altro che non so bene ma visti gli sviluppi del sistema scolastico italiano avrà certamente un nome complicato e un curriculum scadente. Di conseguenza, ogni mattina passo in mezzo a un grumo di studentelli. Massa umana dai sei a vent'anni, contando i ripetenti. Tutti in mezzo alle balle.
Ogni mattina inveisco contro le nuove generazioni.
Ogni mattina invento nuove interessanti torture da far subire ai membri delle nuove generazioni.
Ogni mattina investo un paio di esponenti delle nuove generazioni, o per lo meno ci provo – Julievélo vs. emoboy, vediamo chi vince.
Ogni mattina inventario le mode delle nuove generazioni – nulla di troppo nuovo sotto il sole, anche se il punk è diventato molto più fashion e io non sapevo tenermi i capelli così bene a quindici anni, chissà se la mia adolescenza sarebbe stata diversa se la l'oréal si fosse applicata prima.
Ogni mattina lascio involare la mia autostima: sono pressoché certa che a quell'età parlassi sensibilmente meglio.
Perché ogni mattina leggo il seguente disperato messaggio mocciainspirato sui muri della scuola, in enormi sgraziate lettere nere:
WINX NN ANDARTENE. 6 TRP IMPO.
Ora.
Io amo BlueBoy.
Nessuno glielo dica, ma è vero.
Mi ritengo incredibilmente fortunata ad averlo accanto.
Epperò se mi fa una cosa del genere non solo parto lo stesso, ma prima gli rigo anche la macchina.